<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Turismo in Abruzzo</title>
	<atom:link href="http://turismo.inabruzzo.it/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://turismo.inabruzzo.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 04 Aug 2010 15:03:33 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Fossa. Chiesa di Santa Maria ad Cryptas</title>
		<link>http://turismo.inabruzzo.it/fossa-chiesa-di-santa-maria-ad-cryptas.html</link>
		<comments>http://turismo.inabruzzo.it/fossa-chiesa-di-santa-maria-ad-cryptas.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 14:58:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiese]]></category>
		<category><![CDATA[Fossa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://turismo.inabruzzo.it/?p=2740</guid>
		<description><![CDATA[Nella parte mediana della valle dell’Aterno, che da l’Aquila scende verso Stiffe, si trova una miriade di borghi dalla storia millenaria, le cui radici affondano come minimo nel medioevo. Uno di questi è Fossa, un bel paesino ricco di monumenti e antiche case, addossato ad un alta rupe sulla quale svetta il poderoso castello d’Ocre. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella parte mediana della <strong>valle dell’Aterno</strong>, che da <strong>l’Aquila</strong> scende verso <strong>Stiffe</strong>, si trova una miriade di borghi dalla storia millenaria, le cui radici affondano come minimo nel medioevo. Uno di questi è <strong>Fossa</strong>, un bel paesino ricco di monumenti e antiche case, addossato ad un alta rupe sulla quale svetta il <strong>poderoso castello d’Ocre</strong>. La zona fu abitata sin dall’epoca degli italici, almeno dal X secolo prima di Cristo, come testimoniano gli scavi che hanno portato alla luce una grande <strong>necropoli</strong>. Ma la vera sorpresa per gli amanti dell’arte si incontra poco prima di entrare in paese: l’apparentemente austera chiesa di <strong>Santa Maria ad Cryptas</strong>.</p>
<p class="tipo3">La chiesa</p>
<p>La chiesa è di origine cistercense e venne edificata attorno alla seconda metà del XII secolo; deve il suo curioso nome alla presenza di una piccola cripta, che si apre nel sottosuolo, dove in antico fu allestito un rudimentale altare. In contrasto con l’austera semplicità della struttura architettonica, l’interno offre <strong>il più straordinario complesso di pittura medievale abruzzese</strong>, realizzato in due fasi, il primo nel tardo Duecento e il secondo nel Trecento, cui vanno aggiunti vari interventi aggiunti tra il XV e il XVI secolo. Fino a qualche anno fa vi era custodita anche la cosiddetta <em><strong>Madonna del latte</strong></em>, una tavola dipinta oggi conservata nel Museo Nazionale dell’Aquila (nella chiesa è rimasta una riproduzione). Datata al 1283 l’opera è di primaria importanza in quanto firmata dall’unico artista noto del Duecento abruzzese, Gentile da Rocca, al quale sono attribuite anche molte scene del ciclo di affreschi più antico di Fossa. I suoi capolavori sviluppano due diversi racconti, uno relativo al Vecchio Testamento concentrato nella Genesi e nel Giudizio Universale, ed uno sulle Storie di Cristo.</p>
<p class="tipo3">Il percorso di visita</p>
<p>La visita inizia idealmente dagli affreschi del Duecento e per la precisione dalla parete destra, dove si trova raffigurato una sorta di Calendario, interessante punto di contatto con gli affreschi della vicina Bominaco. Qui la sua funzione non è però quella di scandire con precisione le festività religiose ma semplicemente un significato allegorico riferito ai lavori dei campi e va considerato piuttosto come un <em>Ciclo dei mesi</em>. Ne resta purtroppo soltanto la parte riguardante gli ultimi sei mesi dell’anno, mentre i primi sei sono stati coperti dagli affreschi successivi. Completano la parete i <em>Tre Patriarchi</em> con le anime e due grandi figure di Santi cavalieri, <em>San Giorgio</em> e <em>San Maurizio</em>.</p>
<p>Il <em>Giudizio Universale</em> si trova sulla parete nella quale si apre la porta di ingresso, detta controfacciata. In basso l’<em>Inferno </em>con i demoni che torturano le anime e San Michele Arcangelo che pesa le anime; nella prima fascia la <em>Resurrezione delle anime</em> è raffigurata con le figure dei Morti che escono dalle proprie tombe; più in alto, <em>San Michele fra gli angeli del Giudizio separa gli Eletti dai Dannati</em> e gli <em>Apostoli.</em> Gli ultimi due personaggi a destra furono aggiunti con cinquecentesco “restauro ante litteram”. La struttura del Giudizio culmina con il <em>Cristo Giudice</em> circondato da angeli musicanti.</p>
<p>Nel presbiterio, il piccolo locale rialzato in fondo alla chiesa, sono raffigurati gli episodi essenziali della Passione di Cristo; l’<em>Ultima cena</em>, l’<em>Arresto</em>, la <em>Flagellazione</em>, la <em>Crocifissione</em>, il <em>Seppellimento</em>. In un piccolo riquadro si trova la famiglia del committente laico della chiesa, tale Morel de Saours, comandante del vicino castello di Ocre.</p>
<p>Gli affreschi del Trecento si trovano invece sulla parete sinistra della chiesa e narrano la vita della Madonna. Si inizia con <em>San Gioacchino tra i pastori </em>e l’<em>Incontro presso la Porta Aurea </em>(i riquadri inferiori sono coperti a loro volta dagli affreschi cinquecenteschi), proseguendo con l’<em>Annunciazione</em>, la <em>Natività</em> e la <em>Dormitio</em>; nella parete di mezzo c’è l’epilogo della vita della Madonna, con le scene della <em>Morte</em>, del<em> Transito</em>, la <em>Deposizione</em> l’<em>Assunzione</em> e l’<em>Incoronazione</em>.</p>
<p>La vitalità artistica di Santa Maria è incessante anche nel secolo successivo, quando vengono realizzati altri affreschi come quello dell’altare ad edicola, al centro della parte sinistra: si tratta di un’<em>Annunciazione </em>datata 1486 e firmata “Sebastiano”, identificato con Sebastiano di Cola da Casentino. Anche nel primo Cinquecento la chiesa si arricchisce di pitture come la decorazione di una cappella sulla sinistra, tra cui spiccano le figure di <em>Santa Caterina d’Alessandria</em> e di <em>San Rocco</em>, e l’episodio della <em>Visitazione</em>. Nella parete destra si trova un grande altare impreziosito dalla tela con la <em>Madonna del Rosario</em> <em>e le storiette dei Misteri</em>, di Giovan Paolo Cardone, datata 1583.</p>
<p class="tipo4">Da vedere nei dintorni</p>
<p>Dopo aver visitato la chiesa si può salire nel cuore del borgo per ammirare la <strong>parrocchiale di Santa Maria Assunta</strong>, con un pregevole soffitto in legno ed alcune importanti opere d’arte e le belle case del centro storico, alcune delle quali molto antiche e con i portali impreziositi dal famoso monogramma bernardiniano. Esso è una sorta di logo <em>ante litteram</em> creato da San Bernardino da Siena, composto da un sole con gli ampi raggi al centro del quale si trovano le lettere IHS, nelle quali l’acca centrale regge una croce, con il significato di Gesù salvatore dell’uomo. Più in alto tra le case del paese si scorge una grande torre circolare, tutto quel che resta del castello che proteggeva Fossa. Seguendo la strada che sale verso la montagna si raggiungono due importanti monasteri, quello di <strong>Santo Spirito d’Ocre</strong>, recentemente restaurato, e quello di <strong>Sant’Angelo d’Ocre</strong>, arroccato su una rupe e abitato da monaci di clausura.</p>
<p class="tipo2">Terremoto</p>
<p>Purtroppo il sisma del 6 aprile 2009 ha gravemente danneggiato Fossa e i suoi monumenti. Santa Maria ad Cryptas ha riportato danni gravissimi ed è chiusa. Medesima situazione per le altre chiese di Fossa e per tutto il centro storico, e il castello. Agibili invece i due monasteri di Santo Spirito e Sant&#8217;Angelo d&#8217;Ocre. Semidistrutto infine il castello di Ocre, che essendo privato era comunque inibito alla visita già prima del terremoto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://turismo.inabruzzo.it/fossa-chiesa-di-santa-maria-ad-cryptas.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Valle Castellana. Chiesa di Santa Maria di Stornazzano</title>
		<link>http://turismo.inabruzzo.it/valle-castellana-chiesa-di-santa-maria-di-stornazzano.html</link>
		<comments>http://turismo.inabruzzo.it/valle-castellana-chiesa-di-santa-maria-di-stornazzano.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 15:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiese]]></category>
		<category><![CDATA[Valle Castellana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://turismo.inabruzzo.it/?p=2691</guid>
		<description><![CDATA[ 
Chiesa di Santa Maria di Stornazzano
La chiesa, detta anche dell&#8217;Annunziata, sorge “isolata” (il che vuol dire lontana solo qualche decina di metri dai brutti edifici del paese moderno) lungo la strada che porta verso Ascoli Piceno; uno dei lati è pendente, quasi a strapiombo sulla gola del Castellano.
È a navata unica, con tetto a campana. Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT"><a rel="attachment wp-att-2720" href="http://turismo.inabruzzo.it/valle-castellana-chiesa-di-santa-maria-di-stornazzano.html/valle-castellana-chiesa-esterno000"><img class="alignnone size-full wp-image-2720" title="valle-castellana-chiesa-esterno000" src="http://turismo.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2010/07/valle-castellana-chiesa-esterno000.jpg" alt="Valle Castellana: chiesa di Santa Maria di Stornazzano " width="400" height="263" /></a> </p>
<p class="tipo3" lang="it-IT">Chiesa di Santa Maria di Stornazzano</p>
<p lang="it-IT">La chiesa, detta anche <strong>dell&#8217;Annunziata</strong>, sorge “isolata” (il che vuol dire lontana solo qualche decina di metri dai brutti edifici del paese moderno) lungo la strada che porta verso Ascoli Piceno; uno dei lati è pendente, quasi a strapiombo sulla gola del Castellano.</p>
<p lang="it-IT">È a navata unica, con tetto a campana. Le mura sono di pietra legate da uno spesso strato di malta e sono composte da blocchi di arenaria ben squadrati agli spigoli. Sul lato verso il torrente vi è un campaniletto a vela, con spazio per due campane, dove un tempo si apriva una finestra. L’edificio ha avuto una importante modifica nel primo Cinquecento ed è stato probabilmente oggetto di un consolidamento nel 1831. Sul lato sinistro sono evidenti le ricuciture, mentre l&#8217;ingresso laterale sul lato destro appare trasformato in ingresso principale, adornato di un nel portale e da una finestra.</p>
<p lang="it-IT">Della chiesa medievale, esistente con ogni probabilità fin dall’XI secolo, sopravvive la cripta: le volte a crociera sono sorrette da colonne con semplici basi quadrangolari e capitelli a tronco di piramide. È singolare l’uso nelle colonne che creano un motivo a fasce. Per le sue caratteristiche strutturali, la cripta richiama quella della chiesa di San Giovanni ad Insulam, databile all’XI secolo, ma priva di abside.</p>
<p class="tipo4" lang="it-IT">Portale</p>
<p lang="it-IT"><a rel="attachment wp-att-2721" href="http://turismo.inabruzzo.it/valle-castellana-chiesa-di-santa-maria-di-stornazzano.html/valle-castellana-chiesa-portale"><img class="alignnone size-full wp-image-2721" title="valle-castellana-chiesa-portale" src="http://turismo.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2010/07/valle-castellana-chiesa-portale.jpg" alt="Valle Castellana: chiesa di Santa Maria di Stornazzano " width="400" height="533" /></a></p>
<p lang="it-IT">Il portale e le cornici, che coronano e fanno da davanzale alla finestra, presentano un repertorio di motivi di varia epoca pittorescamente assemblati e risalgono senz’altro al 1512 (data contenuta nell’iscrizione). Interessanti le decorazioni, di stile assai inusuale in questa zona, con animali fantastici e volti molto suggestivi.</p>
<p class="tipo4" lang="it-IT">Affreschi</p>
<p lang="it-IT"><a rel="attachment wp-att-2722" href="http://turismo.inabruzzo.it/valle-castellana-chiesa-di-santa-maria-di-stornazzano.html/valle-castellana-chiesa-affreschi"><img class="alignnone size-full wp-image-2722" title="valle-castellana-chiesa-affreschi" src="http://turismo.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2010/07/valle-castellana-chiesa-affreschi.jpg" alt="Valle Castellana: chiesa di Santa Maria di Stornazzano " width="400" height="208" /></a></p>
<p lang="it-IT">Nel riassetto di primo Cinquecento le pareti della chiesa superiore furono affrescate; i dipinti di carattere popolare (1510-1531) vennero in seguito ricoperti di intonaco e sono stati in parte riportati in vista nel secolo scorso, con risultati disastrosi. Sulla parete destra (foto in alto) vi sono:</p>
<ul>
<li>
<div lang="it-IT"><strong>Crocifissione</strong></div>
</li>
<li>
<div lang="it-IT"><strong>San Francesco</strong></div>
</li>
<li>
<div lang="it-IT">due <strong>San Rocco</strong> uguali</div>
</li>
<li>
<div lang="it-IT">due <strong>Santi</strong> in due riquadri sovrapposti, dei quali, in alto, <strong>Sant&#8217; Antonio abate</strong> e in basso, un <strong>Santo papa</strong></div>
</li>
</ul>
<p lang="it-IT">Sulla parete di sinistra vediamo</p>
<ul>
<li>
<div lang="it-IT"><strong>Annunciazione</strong></div>
</li>
<li>
<div lang="it-IT"><strong>Sant&#8217; Antonio abate</strong></div>
</li>
<li>
<div lang="it-IT">altro <strong>santo</strong> incompleto</div>
</li>
<li>
<div lang="it-IT"> <strong>Traslazione della Santa Casa</strong></div>
</li>
<li>
<div lang="it-IT"><strong>Santa Caterina d’Alessandria</strong> imperfetta</div>
</li>
<li>
<div lang="it-IT">seguiva un altro riquadro ancora celato dall’intonaco</div>
</li>
</ul>
<p lang="it-IT"><a rel="attachment wp-att-2727" href="http://turismo.inabruzzo.it/valle-castellana-chiesa-di-santa-maria-di-stornazzano.html/valle-castellana-chiesa-annunciazione"><img class="alignnone size-full wp-image-2727" title="valle-castellana-chiesa-annunciazione" src="http://turismo.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2010/07/valle-castellana-chiesa-annunciazione.jpg" alt="" width="400" height="263" /></a></p>
<p lang="it-IT">L’unica raffigurazione migliore per qualità ed eseguita da mano diversa, è l’Annunciazione, con l’Angelo annunciante che regge in mano il giglio e la Vergine in preghiera sul suo inginocchiatoio. In alto le cornici si concludono con un grazioso fregio floreale. Malgrado l’opera sia pesantemente danneggiata dal tentativo di recupero, l’impostazione delle figure e il modo di dipingere i volti non è privo di qualche sensibilità. Il dipinto porebbe essee collocato nel contesto della produzione di suggestione crivellesca, con particolare riferimento alla cerchia del Folchetti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://turismo.inabruzzo.it/valle-castellana-chiesa-di-santa-maria-di-stornazzano.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Valle Castellana: frazioni e contrade</title>
		<link>http://turismo.inabruzzo.it/valle-castellana-frazioni-e-contrade.html</link>
		<comments>http://turismo.inabruzzo.it/valle-castellana-frazioni-e-contrade.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 14:56:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[frazioni del teramano]]></category>
		<category><![CDATA[Valle Castellana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://turismo.inabruzzo.it/?p=2686</guid>
		<description><![CDATA[Area dei Monti Gemelli
Leofara

A più di mille metri d’altezza sorge Leofara, una frazione prevalentemente ottocentesca e moderna con alcune case dirute del XVIII secolo. Alcuni edifici, oggi restaurati, presentano caratteristiche strutturali che fanno pensare al XVI secolo: un passaggio sostenuto da travi lignee e una casa-torre. La chiesa di Santa Maria, a navata unica con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="tipo3">Area dei Monti Gemelli</p>
<p class="tipo4">Leofara</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2706" title="leofara-01" src="http://turismo.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2010/07/leofara-01.jpg" alt="Leofara" width="400" height="261" /></p>
<p>A più di mille metri d’altezza sorge <strong>Leofara</strong>, una frazione prevalentemente ottocentesca e moderna con alcune case dirute del XVIII secolo. Alcuni edifici, oggi restaurati, presentano caratteristiche strutturali che fanno pensare al XVI secolo: un passaggio sostenuto da travi lignee e una casa-torre. La <strong>chiesa di Santa Maria</strong>, a navata unica con tetto a capanna e semplice facciata originariamente rettilinea, conserva, almeno per due terzi dell’altezza, la muratura antica. Il restauro moderno (cui si deve anche l’attuale campanile) rende difficile una sua precisa collocazione cronologica. All’interno si conserva un altare ligneo di legno policromo e dorato, molto semplice, del XVIII secolo.</p>
<p><a href="http://inabruzzo.it/ada/provincia%20Teramo/D-M/Leofara/index.html" target="_blank">Vedi le foto di Leofara</a></p>
<p class="tipo4">Macchia da Sole</p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-2707" title="macchia-da-sole-01" src="http://turismo.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2010/07/macchia-da-sole-01.jpg" alt="Macchia da Sole" width="400" height="267" /></strong></p>
<p><strong>Macchia da Sole </strong>è<strong> </strong>un piccolo abitato in cui sopravvivono edifici, alcuni fortificati, di notevole antichità. All’ingresso del paese si erge una grande casa in muratura, formata di due corpi: quello più avanzato a sinistra, ha un basamento terminante da una cornice a toro ed è privo di aperture in basso salvo due finestrine all’altezza del solaio superiore; nel corpo arretrato si apre un portaletto ad arco e si nota la particolarità degli spigoli smussati nella parte inferiore della muratura. Ai piani superiori le finestre hanno cornici semplici e davanzali sagomati. Si tratta di un’architettura fortificata che può risalire anche al XV secolo. Accanto a questo edificio vi è un fontanile con due vasche e sottoarchi di pietra a tutto sesto. Poco più avanti una casa in pietra di primo Cinquecento con l’architrave dell’ingresso sorretto dalle tipiche mensole dell’epoca.<strong> </strong>Nelle immediate vicinanze sorgono gli imponenti ruderi di <strong>Castel Manfrino</strong>.</p>
<p><a href="http://inabruzzo.it/ada/provincia%20Teramo/D-M/Macchia%20da%20Sole/index.html" target="_blank">Vedi le foto di Macchia da Sole</a></p>
<p class="tipo4">Macchia da Borea</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2708" title="macchia-da-borea" src="http://turismo.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2010/07/macchia-da-borea.jpg" alt="Macchia da Borea" width="400" height="266" /></p>
<p>A <strong>Macchia da Borea</strong> si può ammirare la <strong>chiesa di San Martino delle Grazie</strong>, databile al XVII-XVIII secolo, a navata unica, con tetto a capanna, una spoglia facciata e un campaniletto a vela. All’interno vi è un piccolo altare barocco di legno con dorature che nelle due edicole laterali conteneva le statue dei Santi Martino e Antonio Abate (oggi rimosse per ragioni di sicurezza).</p>
<p><a href="http://inabruzzo.it/ada/provincia%20Teramo/D-M/Macchia%20da%20Borea/index.html" target="_blank">Vedi le foto di Macchia da Borea</a></p>
<p class="tipo4">Piano Maggiore</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2709" title="piano-maggiore-01" src="http://turismo.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2010/07/piano-maggiore-01.jpg" alt="Piano Maggiore" width="400" height="266" /></p>
<p>Di poche case disabitate è formato <strong>Piano Maggiore</strong> in cui spicca la <strong>chiesa di San Pietro</strong>: muratura di pietre squadrate legate da poca malta, semplice facciata tetto e portale dalle cornici lisce. Sul lato destro è stato aggiunto in epoca successiva il campanile. Sullo stesso lato vi sono due ingressi ad arco a tutto sesto con capitelli in travertino a doppia gola. Le strutture murarie originarie potrebbero risalire al XIII secolo.</p>
<p><a href="http://inabruzzo.it/ada/provincia%20Teramo/N-R/Piano%20Maggiore/index.html" target="_blank">Vedi le foto di Piano Maggiore</a></p>
<p class="tipo4">Vallenquina</p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-2710" title="vallenquina-01" src="http://turismo.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2010/07/vallenquina-01.jpg" alt="Vallenquina" width="400" height="290" /></strong></p>
<p><strong>Vallenquina </strong>è una minuscola contrada isolata che si torva lungo la strada (straordinariamente panoramica) che collega Macchia da Sole con Valle Castellana. Sorge in una zona boscosa ed è caratterizzata dalla presenza di un castelletto, moderno ma di imitazione gotica, con accanto una casa e una piccola cappella ottocentesche. Il toponimo ha il significato di “valle che incute paura”; l’aggettivo “enquino”, dal latino <em>incobus</em>, è usato da Jacopone da Todi.</p>
<p><a href="http://inabruzzo.it/ada/provincia%20Teramo/S-Z/Vallenquina/index.html" target="_blank">Vedi le foto di Vallenquina</a></p>
<p class="tipo3">Area di San Vito</p>
<p class="tipo4">San Vito</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2713" title="san-vito-chiesa" src="http://turismo.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2010/07/san-vito-chiesa.jpg" alt="San Vito" width="400" height="265" /></p>
<p>Lungo le pendici delle alture della Costa del Prevosto, coperte di boschi, si incontra la frazione di <strong>San Vito</strong>, con case in pietra ottocentesche e moderne, in cui sopravvivono solo alcuni edifici più antichi, tra i quali una casa datata al XVIII secolo che reca il monogramma dei gesuiti ad attestare la presenza attiva dell’ordine in queste contrade. La <strong>chiesa</strong> del luogo, <strong>omonima</strong>, nella sua parte più antica risale alla prima metà del XII secolo, e mostra una torre campanaria “alla francese”. All’interno si conserva un crocefisso in legno dipinto del XVI secolo.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2714" title="san-vito-chiesa-santa-maria" src="http://turismo.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2010/07/san-vito-chiesa-santa-maria.jpg" alt="" width="400" height="318" /></p>
<p>In località Casa Rossi vi è la piccola <strong>chiesa di Santa Maria</strong>, a navata unica, con tetto a capanna e una piccola abside con copertura e gradoni. La chiesa, purtroppo, è minacciata dal cedimento del terreno circostante ed è stata restaurata con una ricucitura delle pareti. È indubbiamente vicina per datazione alla primitiva chiesa di San Vito, sia per tecnica muraria che per il tipo di copertura dell’abside a gradoni che si ritrova in altre chiese abruzzesi del XVI secolo.</p>
<p><a href="http://inabruzzo.it/ada/provincia%20Teramo/S-Z/San%20Vito/index.html" target="_blank">Vedi le foto di San Vito</a></p>
<p class="tipo4">Cerquito</p>
<p>A <strong>Cerquito</strong> si trova ancora oggi una casa con loggetta e portaletto risalenti a un periodo che va dal XVII al XVIII secolo. Su alcune case del XVIII secolo compaiono decori floreali scolpiti a rilievo sulle architravi.</p>
<p class="tipo4">Cesano</p>
<p><strong>Cesano</strong> racchiude numerose modeste case del XVIII secolo come la piccola e semplice <strong>chiesa della Madonna delle Grazie</strong>.</p>
<p class="tipo3">Area di Valle Castellana</p>
<p class="tipo4">Prevenisco</p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-2715" title="prevenisco-chiesa" src="http://turismo.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2010/07/prevenisco-chiesa.jpg" alt="Prevenisco" width="400" height="348" /></strong></p>
<p><strong>Prevenisco</strong> si caratterizza per le sue semplici case in pietra, risalenti al XVIII secolo, con numerose incisioni sugli architravi di porte e finestre che attestano una capillare attività dell’Ordine dei gesuiti. La <strong>chiesa di San Bartolomeo</strong>, di semplice struttura architettonica in pietra, risale almeno al XVI secolo, ma ha subìto notevoli alterazioni, tanto che sul fianco destro c’è una porta (1569) la cui soglia è ad un livello più alto dell’odierno piano di calpestio. All’interno sono presenti due tele: una Madonna del Rosario, databile sullo scorcio del XVII secolo e un più tardo San Bartolomeo.</p>
<p><a href="http://inabruzzo.it/ada/provincia%20Teramo/N-R/Prevenisco/index.html" target="_blank">Vedi le foto di Prevenisco</a></p>
<p class="tipo4">Vignatico</p>
<p>Anche <strong>Vignatico</strong> conserva alcune case in pietra del XVIII secolo, ingentilite da portaletti e davanzali bombati. La <strong>chiesetta di Santo Stefano</strong>, a vano unico, tetto, capanna e campaniletto a vela, tradisce numerosi rifacimenti nel tessuto murario. La muratura più antica può risalire al XVI secolo. Sull’architrave del semplice ingresso è scolpita una croce racchiusa in un cerchio. All’interno vi è una tela, purtroppo in cattivo stato di conservazione, raffigurante la Madonna con Bambino fra i Santi Stefano e Antonio da Padova, databile alla prima metà del Seicento.</p>
<p class="tipo4">Basto</p>
<p>La frazioni di <strong>Basto</strong> si trova lungo la strada che sale verso il colle, conservando numerose modeste case in pietra antiche, del XVII e del XVIII secolo. Anche l&#8217;attuale <strong>chiesa di Sant&#8217;Andrea</strong>, in pietra, con semplice facciata, tetto a capanna e campanile a vela aggiunto sul retro, risale al periodo storico appena indicato, mentre l&#8217;antica chiesa di Sant&#8217;Andrea doveva sorgere in vetta al colle su cui si dispone l’abitato. All&#8217;interno della chiesa attuale vi è una tela settecentesca con una Madonna con Bambino fra un Santo Papa e, appunto, Sant&#8217;Andrea.</p>
<p class="tipo4">Coronelle</p>
<p>A <strong>Coronelle</strong> è possibile visitare la <strong>chiesa della Madonna del Carmine</strong>.</p>
<p class="tipo4">Olmeto</p>
<p><strong>Olmeto</strong> conserva i resti di un edificio in rovina risalente al XVI secolo, con due grossi blocchi in pietra sui quali sono incise rosette e un animale di stemma araldico. In questo stesso ingresso è presente un’architrave a timpano. La <strong>chiesa dei Santissimi Filippo e Giacomo</strong> è stata quasi totalmente rimaneggiata e trasformata rispetto alla forma originaria; residui della muratura più antica si ravvisano soltanto sul lato posteriore.</p>
<p class="tipo4">Pascellata</p>
<p>La <strong>chiesa di Santa Croce</strong> di <strong>Pascellata</strong> ha subìto un rifacimento recente che non ne consente una precisa collocazione cronologica, ma conserva una campana cinquecentesca e una tela del XVII secolo, seppur di modesta qualità.</p>
<p class="tipo3">Area del Ceppo</p>
<p class="tipo4">Pietralta</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2716" title="pietralta-01" src="http://turismo.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2010/07/pietralta-01.jpg" alt="Pietralta" width="400" height="275" /></p>
<p>Se ci si sposta nella scenografica posizione lungo la strada che si arrampica a più di mille metri di altezza sulle pendici fra il Monte la Morra (1379 m) ad est, il Colle Pescarolo (1590 m) a sud e il Monte Libretti (1217 m) a nord-ovest è possibile vedere <strong>Colle</strong> <strong>Pietralta</strong>. Il paese conserva alcune case antiche in pietra del XVI secolo, finestre e porte con cornici e mensole, loggette sostenute da colonnine quadrangolari, originariamente destinate a coprire la scala d’accesso al piano di abitazione. Poco più a valle vi è un secondo nucleo di abitazioni di epoca più recente (fine Ottocento &#8211; inizi Novecento) che porta il nome di <strong>Pietralta</strong>. La <strong>chiesa di San Nicola di Bari</strong> è una semplice costruzione in pietra, a navata unica con tetto a capanna e due campane in facciata. Da notare il particolare architettonico dell’arco ribassato sopra l’architrave che compare nel portale d’ingresso e nella finestra della facciata. Anche la chiesa di Colle Pietralta risale nel suo impianto alla fine del XV secolo, mentre le date seicentesche sono incise sull’ingresso in facciata e su quello laterale che stanno ad indicare un restauro. Sopra l’altare c‘è un quadro con la Sacra Famiglia della prima metà del Settecento, forse derivante da un cartone di ceramista.</p>
<p><a href="http://inabruzzo.it/ada/provincia%20Teramo/N-R/Pietralta/index.html" target="_blank">Vedi le foto di Pietralta</a></p>
<p class="tipo4">Morrice</p>
<p>Un luogo che conserva ancora oggi alcuni edifici in pietra del XVII e del XVIII secolo, seppur modesti, è <strong>Morrice</strong>; la sua chiesa, dedicata alla Madonna del Carmine, non offre elementi stilistici utili per una datazione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://turismo.inabruzzo.it/valle-castellana-frazioni-e-contrade.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Crognaleto: frazioni e contrade</title>
		<link>http://turismo.inabruzzo.it/crognaleto-frazioni.html</link>
		<comments>http://turismo.inabruzzo.it/crognaleto-frazioni.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 15:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[comuni teramani]]></category>
		<category><![CDATA[Crognaleto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://turismo.inabruzzo.it/?p=2550</guid>
		<description><![CDATA[Frazioni di Crognaleto
Santa Croce
La chiesa di Santa Croce nell’omonima frazione, a navata unica, con tetto a capanna e campaniletto sulla facciata, non presenta caratteri architettonici utili ad una precisa collocazione cronologica. Le fonti medievali, riportate nel censuale del 1526, citano una chiesa di Santa Croce di “Bibilo” che con ogni probabilità sorgeva fuori dell’abitato odierno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="tipo3">Frazioni di Crognaleto</p>
<p class="tipo4">Santa Croce</p>
<p>La chiesa di Santa Croce nell’omonima frazione, a navata unica, con tetto a capanna e campaniletto sulla facciata, non presenta caratteri architettonici utili ad una precisa collocazione cronologica. Le fonti medievali, riportate nel censuale del 1526, citano una chiesa di Santa Croce di “Bibilo” che con ogni probabilità sorgeva fuori dell’abitato odierno nella località che ancora oggi conserva il toponimo Vibile, ma non se ne ravvisano resti.</p>
<p class="tipo4">Tottea</p>
<p>La chiesa di San Michele Arcangelo di Tottea, appare oggetto di numerosi restauri. Ha tetto a capanna e campaniletto a vela in facciata. L’interno è intonacato. L’unica navata è articolata da tre arconi gotici che scaricano su pilastri addossati ai muri perimetrali. All’interno si conservano due statue lignee tardo settecentesche pesantemente ridipinte: una Madonna con Bambino e un San Vincenzo Ferreri. Proviene dalla chiesa una tela del 1618, di discreta fattura, ma in cattivo stato di conservazione, con la Madonna del Rosario ed i santi Domenico, Caterina, Raimondo di Penafort, Elisabetta d’Ungheria, una santa velata anziana e papa Sisto V. La scena centrale è come di consueto attorniata dalle vignette con i Misteri. Il beneficio del Rosario fu eretto nella chiesa nel 1611. Nella cappella di Sant&#8217; Antonio, in pietra, si conserva un altare di legno dipinto e dorato con statua dedicata al santo nell’unica nicchia centrale, databile subito dopo il 1652.</p>
<p class="tipo4">Cervaro</p>
<p class="tipo4"><a rel="attachment wp-att-2557" href="http://turismo.inabruzzo.it/comuni/provincia-teramo/crognaleto-frazioni.html/attachment/cervaro-veduta"><img class="alignnone size-full wp-image-2557" title="cervaro-veduta" src="http://turismo.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2010/07/cervaro-veduta.jpg" alt="Cervaro" width="400" height="267" /></a></p>
<p>Allungato ai lati di un asse viario su uno sperone a più di 800 metri s.l.m., strapiombante nella gola di un suggestivo torrente ricco di cascatelle, si trova Cervaro.</p>
<p><strong>Chiesa di Sant&#8217;Andrea</strong></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2558" href="http://turismo.inabruzzo.it/comuni/provincia-teramo/crognaleto-frazioni.html/attachment/cervaro-chiesa"><img class="alignnone size-full wp-image-2558" title="Cervaro-chiesa" src="http://turismo.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2010/07/Cervaro-chiesa.jpg" alt="Chiesa di Sant'Andrea" width="400" height="281" /></a></p>
<p>Al margine sud dello sperone è posta la <strong>chiesa parrocchiale di Sant&#8217; Andrea</strong>, eretta nel 1639, restaurata nel 1735 e modificata nell’800. Dell’edificio medievale del XIV secolo restano parte delle mura e i frammenti della decorazione. All’interno, vi è una tela del ‘600 ed è possibile ammirare l’altare maggiore ligneo, dipinto e dorato del 1741 e il soffitto ligneo del XVIII.</p>
<p><a href="http://www.inabruzzo.it/ada/provincia%20Teramo/C/Cervaro/index.html" target="_blank">Vedi le foto di Cervaro di Inabruzzo</a></p>
<p class="tipo4" lang="it-IT">Nerito</p>
<p lang="it-IT">Ottocentesca e moderna è la chiesa parrocchiale di Nerito dedicata ai Santissimi Pietro e Paolo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://turismo.inabruzzo.it/crognaleto-frazioni.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>San Giorgio</title>
		<link>http://turismo.inabruzzo.it/san-giorgio.html</link>
		<comments>http://turismo.inabruzzo.it/san-giorgio.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 15:05:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[frazioni del teramano]]></category>
		<category><![CDATA[San Giorgio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://turismo.inabruzzo.it/?p=2530</guid>
		<description><![CDATA[San Giorgio


frazione di: Crognaleto (Te)
area: Monti della Laga

Lungo la cresta di un’altura che tocca i 1139 metri, nel punto più alto, si trova la chiesa parrocchiale di San Giorgio, circondata dalle case del borgo. Gli edifici più antichi, dei quali alcuni diruti, risalgono al XVI secolo. Si tratta di modeste case che presentano le caratteristiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>San Giorgio</h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2533" title="san-giorgio-veduta" src="http://turismo.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2010/07/san-giorgio-veduta.jpg" alt="San Giorgio" width="400" height="267" /></p>
<ul>
<li>frazione di: Crognaleto (Te)</li>
<li>area: Monti della Laga</li>
</ul>
<p>Lungo la cresta di un’altura che tocca i 1139 metri, nel punto più alto, si trova la chiesa parrocchiale di <span style="text-decoration: underline;">San Giorgio, circondata dalle case del borgo</span>. Gli edifici più antichi, dei quali alcuni diruti, risalgono al XVI secolo. Si tratta di modeste case che presentano le caratteristiche di altri centri dei Monti della Laga come, ad esempio, un edificio che reca sull’architrave della porta un simbolo araldico con un giglio doppio.</p>
<p class="tipo3">Da vedere</p>
<p class="tipo4">Chiesa di San Giorgio</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2534" title="san-giorgio-chiesa" src="http://turismo.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2010/07/san-giorgio-chiesa.jpg" alt="Chiesa di San Giorgio" width="400" height="359" /></p>
<p>La chiesa di San Giorgio a navata unica con tetto a capanna, ha la facciata, con ingresso ad arco gotico, con un campanile a vela per tre campane. Sul lato posteriore della chiesa vi è una finestra, sui lati si aprono altre finestre, ma ad ogiva, e sul lato destro vi è un ingresso antico sul cui architrave è segnata la data del <strong>1368</strong>. Il richiamo a questa particolare tipologia architettonica, unita alla presenza dell’arco a sesto acuto, potrebbe autorizzarne una datazione risalente alla seconda metà del XIV secolo.</p>
<p class="tipo3">Immagini</p>
<p><a href="http://www.inabruzzo.it/ada/provincia%20Teramo/S-Z/San%20Giorgio/index.html" target="_blank">Vedi tutte le foto di San Giorgio su Inabruzzo</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://turismo.inabruzzo.it/san-giorgio.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Alvi</title>
		<link>http://turismo.inabruzzo.it/alvi.html</link>
		<comments>http://turismo.inabruzzo.it/alvi.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 15:02:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[frazioni del teramano]]></category>
		<category><![CDATA[Alvi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://turismo.inabruzzo.it/?p=2527</guid>
		<description><![CDATA[Alvi

frazione di: Crognaleto (Te)
area: Monti della Laga

Da vedere
Chiesa di Santa Maria di Alvi
La chiesa dedicata a Santa Maria risale al 1324 ma è stata purtroppo vittima di rifacimento moderno (1933).
Chisa di Santa Maria Apparente
A nord-est del paese sorge la chiesetta di Santa Maria Apparente. Costruita in blocchi di pietra locale, ha una facciata a coronamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Alvi</h2>
<ul>
<li>frazione di: Crognaleto (Te)</li>
<li>area: Monti della Laga</li>
</ul>
<p class="tipo3">Da vedere</p>
<p class="tipo4">Chiesa di Santa Maria di Alvi</p>
<p>La chiesa dedicata a Santa Maria risale al 1324 ma è stata purtroppo vittima di rifacimento moderno (1933).</p>
<p class="tipo4">Chisa di Santa Maria Apparente</p>
<p>A nord-est del paese sorge la chiesetta di Santa Maria Apparente. Costruita in blocchi di pietra locale, ha una facciata a coronamento rettilineo conclusa da una cornice, un campaniletto per una sola campana e una finestra sopra l’ingresso. È da notare l’architrave a timpano utilizzato per la porta d’ingresso, un modo per alleggerire il peso della muratura sulle aperture creato dai costruttori medievali francesi e usato con una certa frequenza in Abruzzo fino al XV secolo. Sul blocco rettilineo dell’architrave, sorretto ai lati da due mensolette arcuate, compare al centro un gran sole radiato con il <strong>monogramma bernardiniano</strong> e in alto, verso destra, la data: 1516. Il tetto a capanna è di restauro posteriore e si inserisce più in basso di quello originario. Il portoncino ligneo conserva un chiavistello in ferro antico decorato da motivi geometrici, simili a quelli di Cesacastina e di Senarica, presenti in edifici cinquecenteschi. All’interno, la cappella ha le pareti laterali affrescate con schiere di <strong>Santi</strong> e una <strong>Crocifissione</strong>; sulla parete di fondo, ai lati dell’altare, vi è una <strong>Annunciazione</strong>, forse opera di <strong>Francesco da Tolentino</strong>. Gli affreschi dei primi decenni del XVI secolo, scomparsi del tutto sulla parete sinistra, sono lacunosi e mal conservati e le travi del tetto vi si innestano danneggiandone la partitura.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://turismo.inabruzzo.it/alvi.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Aiello</title>
		<link>http://turismo.inabruzzo.it/aiello.html</link>
		<comments>http://turismo.inabruzzo.it/aiello.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 14:58:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[frazioni del teramano]]></category>
		<category><![CDATA[Aiello]]></category>
		<category><![CDATA[Monti della Laga]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://turismo.inabruzzo.it/?p=2524</guid>
		<description><![CDATA[Aiello

frazione di: Crognaleto (Te)
area: Monti della Laga

Il paese si distende lungo la strada che da Figliola scende a Macchia Vomano tagliando l’altura che borda a sud-est il Piano Aielli, dominato sullo sfondo dalla mole di Rocca Roseto. La strada rappresenta l’asse principale di un tessuto urbano molto antico con numerose case in pietra databili tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Aiello</h2>
<ul>
<li>frazione di: Crognaleto (Te)</li>
<li>area: Monti della Laga</li>
</ul>
<p>Il paese si distende lungo la strada che da Figliola scende a Macchia Vomano tagliando l’altura che borda a sud-est il Piano Aielli, dominato sullo sfondo dalla mole di Rocca Roseto. La strada rappresenta l’asse principale di un tessuto urbano molto antico con numerose case in pietra databili tra il XVI e il XIX secolo. Gli interventi moderni sono rari.</p>
<p class="tipo3">Da vedere</p>
<p class="tipo4">Antiche case</p>
<p>Nelle case cinquecentesche le murature presentano andamenti irregolari di pietra; le finestre appaiono rinquadrate da cornici. In un caso queste cornici sono decorate da un motivo a punta di diamante. Anche gli ingressi sono incorniciati da sostegni verticali e architravi di pietra e lignei. Una casa del XVI secolo di particolari dimensioni sorge isolata all’uscita dell’abitato in direzione di Macchia Vomano. Essa presenta una loggetta con scala d’accesso coperta al piano d’abitazione, posto al di sopra delle stalle e delle rimesse al pianterreno. Nelle epoche successive la loggia si inserisce nel piano stesso della facciata dell’edificio, senza più apparire come un corpo aggettante rispetto ad essa, spesso presentando aperture ad archetti che la ingentiliscono. Nella grande casa di Aiello, al di sopra della loggia sulla scala e in linea sulla facciata a livello del secondo piano sporgono frammenti di travi lignee che sorreggevano un balcone, cui si accedeva dalle due porte-finestre e che contemporaneamente faceva da copertura alla loggia. Il basamento dell’edificio è a scarpa; le mensole sostengono l’architrave della porta d’ingresso. Nel cuore dell’abitato una casa ha un portale con chiave d’arco su due rozzi capitelli decorati da una serie di solchi paralleli a distanza regolare.</p>
<p class="tipo4">Chiesa dei Santissimi Silvestro e Rocco</p>
<p lang="it-IT">Al centro dell’abitato vi è la chiesa di Santissimi Silvestro e Rocco, una modesta costruzione di pietra con tetto e campaniletto moderni. Eretta nel 1529, consacrata nel 1581, fu certamente ampliata successivamente con l’aggiunta di una navata a sinistra, forse nel 1631, data che compare sull’architrave del semplicissimo portale sormontato da una finestra ad occhio. L’interno è diviso in due navate da due arconi longitudinali. In fondo alla navata sinistra l’altar maggiore di legno dorato e dipinto con edicole laterali è sormontato da una lunetta, mentre l&#8217;edicola centrale è affiancata da colonne tortili con decorazione vegetale e timpano spezzato con trionfo centrale e con lo Spirito Santo di coronamento. Nelle edicole laterali sono presenti le statue lignee di San Rocco e San Silvestro. Inserita in un altro piccolo altare barocco, probabilmente privo del coronamento ed assai vicino ad un altare di Cusciano, c’è una tela raffigurante San Carlo Borromeo, eretta nella chiesa tra il 1609 e il 1638. La tela di modesta qualità, non dovrebbe esser lontana per datazione da questo termine cronologico e fu posta successivamente a decorazione l’altare (XVII secolo). All’esterno, accanto alla chiesa, si trovano un elemento di colonna tortile (nel battuto di cemento del piazzale) e un leoncino stiloforo (nel muro della scarpata), ascrivibile alla produzione scultorea seicentesca locale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://turismo.inabruzzo.it/aiello.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Piano Vomano</title>
		<link>http://turismo.inabruzzo.it/piano-vomano.html</link>
		<comments>http://turismo.inabruzzo.it/piano-vomano.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 14:40:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[frazioni del teramano]]></category>
		<category><![CDATA[Monti della Laga]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Vomano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://turismo.inabruzzo.it/?p=2517</guid>
		<description><![CDATA[Piano Vomano


frazione di: Crognaleto (Te)
area: Monti della Laga

Sulla gola del fiume Vomano, affacciandosi alla vista della catena del Gran Sasso, sorge Piano Vomano un piccolo borgo in posizione estremamente panoramica che conserva caratteri di antichità: case in pietra del XVI-XIX, ma anche più antiche e persino cinquecentesche.
Da vedere
Chiesa di San Nicola

La chiesa di San Nicola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Piano Vomano</h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2520" title="Piano-Vomano-veduta" src="http://turismo.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2010/07/Piano-Vomano-veduta.jpg" alt="Piano Vomano " width="400" height="267" /></p>
<ul>
<li>frazione di: Crognaleto (Te)</li>
<li>area: Monti della Laga</li>
</ul>
<p>Sulla gola del fiume Vomano, affacciandosi alla vista della catena del Gran Sasso, sorge <span style="text-decoration: underline;">Piano Vomano</span> un piccolo borgo in posizione estremamente panoramica che conserva caratteri di antichità: case in pietra del XVI-XIX, ma anche più antiche e persino cinquecentesche.</p>
<p class="tipo3">Da vedere</p>
<p class="tipo4">Chiesa di San Nicola</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2521" title="Piano-Vomano-chiesa-san-nicola" src="http://turismo.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2010/07/Piano-Vomano-chiesa-san-nicola.jpg" alt="Chiesa di San Nicola" width="400" height="322" /></p>
<p lang="it-IT">La chiesa di San Nicola si presenta in pietra con semplice facciata con un <strong>campanile</strong> per due campane. Sul fianco sinistro ha due contrafforti di sostegno e nella parte terminale due costruzioni laterali più basse delle quali la sola a destra è collegata all’interno della chiesa. Le murature sono diverse: la facciata è eseguita in blocchi ben squadrati legati con poca malta; il resto è è formato da pietre unite da abbondante malta. Il lato posteriore mostra un finestrino ad occhio. Sul fianco sinistro vi sono elementi decorativi e archetti databili al IX secolo al pari di un capitello.</p>
<p lang="it-IT">È plausibile che la prima parte della navata principale si debba ad un ampliamento risalente alla data indicata sull’architrave d’ingresso: <strong>1774</strong>. La chiesa è legata alla nascita dell’abitato con l’abbandono e la decadenza tra il XIII e il XIV secolo. Essa si limitava alla parte finale della navata e al braccio di destra. I due ambienti collegati da due arcate, recano ai quattro angoli singolari, mensole a testa di rapace del XIV secolo. Nella navata di destra, sulla parete dietro <strong>l’altare ligneo di Sant&#8217; Antonio</strong> (1640), vi sono i resti dell’affresco cinquecentesco raffigurante <strong>Santa Lucia</strong> inginocchiata su un balcone sulla cui balaustra a colonnine è poggiato il piatto contenente gli occhi. Dal cielo giungono in volo gli angeli con la palma del martirio. Le figure sono inquadrate dalle colonne e da una finestra schiusa sul balcone.</p>
<p lang="it-IT">Nella medesima navata laterale vi è un secondo altare di legno dipinto e dorato con un quadro raffigurante la Madonna del Rosario del 1633 che richiama i prototipi della bottega napoletana dell’Azzolino. Al fondo della navata principale c’è l’altare maggiore di legno dipinto e dorato della seconda metà del XVII secolo. Nelle edicole laterali vi sono le statue lignee di<strong> San Martino</strong> a destra e di <strong>San Nicola</strong> a sinistra. La tradizione vuole che al centro ci fosse una statua di Santa Lucia. Anche il soffitto ligneo a riquadri decorati con rosette fa parte dell’arredo barocco e richiama quello della chiesa di San Giovanni Battista di Frattoli. Infine, nella navata principale sono due tele di modesta qualità raffiguranti la Madonna delle anime purganti e San Carlo Borromeo, al quale, nel 1614, è documentata la dedica di una “cappella”.</p>
<p class="tipo3" lang="it-IT">Immagini</p>
<p lang="it-IT"><a href="http://www.inabruzzo.it/ada/provincia%20Teramo/N-R/Piano%20Vomano/index.html" target="_blank">Vedi tutte le foto di Piano Vomano su Inabruzzo</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://turismo.inabruzzo.it/piano-vomano.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Poggio Umbricchio</title>
		<link>http://turismo.inabruzzo.it/poggio-umbricchio.html</link>
		<comments>http://turismo.inabruzzo.it/poggio-umbricchio.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 14:38:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[frazioni del teramano]]></category>
		<category><![CDATA[Monti della Laga]]></category>
		<category><![CDATA[Poggio Umbricchio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://turismo.inabruzzo.it/?p=2514</guid>
		<description><![CDATA[Poggio Umbricchio


frazione di: Crognaleto (Te)
area: Monti della Laga

Su un’altura lungo la stretta gola del Vomano, pur essendo ottocentesco e moderno Poggio Umbricchio conserva interessanti esempi di architetture antiche. L’edificio più imponente risale al XV secolo e lo si intuisce dalla presenza dello stemma dei signori “de Podio Ramontis”. Questo edifico è collegato da un passaggio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Poggio Umbricchio</h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2515" title="poggio-umbricchio-veduta" src="http://turismo.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2010/07/poggio-umbricchio-veduta.jpg" alt="Poggio Umbricchio" width="400" height="287" /></p>
<ul>
<li>frazione di: Crognaleto (Te)</li>
<li>area: Monti della Laga</li>
</ul>
<p>Su un’altura lungo la stretta gola del Vomano, pur essendo ottocentesco e moderno Poggio Umbricchio conserva interessanti esempi di architetture antiche. L’edificio più imponente risale al XV secolo e lo si intuisce dalla presenza dello stemma dei signori “<em>de Podio Ramontis</em>”. Questo edifico è collegato da un passaggio, sostenuto da grosse travi lignee, alla casa dirimpettaia che appare più rimaneggiata nella muratura del restauro ottocentesco e da interventi moderni.</p>
<p class="tipo3" lang="it-IT">Da vedere</p>
<p class="tipo4" lang="it-IT">Chiesa di Santa Maria Leuretana</p>
<p lang="it-IT">La chiesa di Santa Maria Lauretana è a navata unica, con tetto a capanna, semplice facciata in cui si aprono l’ingresso e una finestra ad occhio. Il campanile è moderno, la canonica sul fianco destro è un&#8217;aggiunta settecentesca. Sul semplice portale c’è la data del 1570. La chiesa sia all’esterno che all’interno è troppo rimaneggiata perché sia precisabile per l’edificio originario una collocazione cronologica diversa dalla data del portale. All’interno si conservano un cippo militare con iscrizione romana di età imperiale; quattro altari lignei dipinti e dorati, databili tra la fine del XVII secolo e il XVIII secoli. Il soffitto è ligneo dorato e dipinto con cassettoni ornati da rosetta centrale (1664) e un organo antico.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://turismo.inabruzzo.it/poggio-umbricchio.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Senarica</title>
		<link>http://turismo.inabruzzo.it/senarica.html</link>
		<comments>http://turismo.inabruzzo.it/senarica.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 14:27:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[frazioni del teramano]]></category>
		<category><![CDATA[Monti della Laga]]></category>
		<category><![CDATA[Senarica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://turismo.inabruzzo.it/?p=2505</guid>
		<description><![CDATA[Senarica


frazione di Crognaleto (Te)
area: Monti della Laga

Senarica collocato scenograficamente su uno sperone roccioso a strapiombo sulla stretta gola del Vomano, il borgo conserva pochi caratteri antichi, essendo stato totalmente stravolto dall&#8217;edilizia scriteriata del dopoguerra. Il centro, originariamente costituito da piccole e graziose case in pietra, è stato invaso dal cemento, dagli infissi in alluminio, dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a rel="attachment wp-att-2509" href="http://turismo.inabruzzo.it/senarica.html/senarica-architrave"></a>Senarica</h2>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-2508" title="senarica-veduta" src="http://turismo.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2010/07/senarica-veduta.jpg" alt="Senarica " width="400" height="267" /></strong></p>
<ul>
<li>frazione di Crognaleto (Te)</li>
<li>area: Monti della Laga</li>
</ul>
<p><strong>Senarica </strong>collocato scenograficamente su uno sperone roccioso a strapiombo sulla stretta gola del Vomano, il borgo conserva pochi caratteri antichi, essendo stato totalmente stravolto dall&#8217;edilizia scriteriata del dopoguerra. Il centro, originariamente costituito da piccole e graziose case in pietra, è stato invaso dal cemento, dagli infissi in alluminio, dalle porte in ferro, che ne hanno devastato l&#8217;antico carattere. Fatti salvi pochissimi scorci e alcune architravi istoriate, il resto ormai irrimediabilmente compromesso.</p>
<p class="tipo3">Da vedere</p>
<p class="tipo4">Antiche case e architravi istoriati</p>
<p><img title="senarica-architrave" src="http://turismo.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2010/07/senarica-architrave.jpg" alt="Senarica architrave su antica casa" width="400" height="164" /></p>
<p>Le case sono costruite in pietra e si collocano temporalmente dal XVI al XIX secolo. Alcuni degli edifici più antichi (per lo più oggi rimaneggiati e intonacati) recano scolpiti sugli architravi degli ingressi segni araldici e il monogramma bernardiniano IHS, ad attestare l’attiva presenza dell’Ordine nella zona dell’alto Vomano. Si ripete la tipologia della casa cinquecentesca di montagna già nota dalla zona della Laga con scala coperta da loggia per raggiungere il piano abitativo posto al di sopra delle stalle e delle rimesse del pianterreno. In una casa datata 1565, la loggetta sulla scala è stata annullata dall’aggiunta in epoca moderna di un secondo piano. Una porta a pian terreno possiede ancora il chiavistello cinquecentesco decorato con rosette e punzone, simile a quelli di Alvi e di Cesacastina (Colle Morello). Una palmetta è scolpita sul sottodavanzale della finestra al primo piano. In altri edifici del XVI secolo si incontrano resti di lignei o stemmi e figure di animali araldici oppure portaletti con cornici a bozze.</p>
<p class="tipo4">Chiesa di San Proto</p>
<p lang="it-IT">L’antica chiesa di San Proto è stata distrutta in tempi recenti per far posto a un edificio moderno.</p>
<p class="tipo3" lang="it-IT">Immagini</p>
<p lang="it-IT"><a href="http://www.inabruzzo.it/ada/provincia%20Teramo/S-Z/Senarica/index.html" target="_blank">Vedi tutte le foto di Senarica su Inabruzzo</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://turismo.inabruzzo.it/senarica.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
